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5 min readChapter 3Middle East

La Prima Età

Nel dopo-creazione, il mondo fiorì sotto la guida di Ahura Mazda e dei Sette Amshaspands. Questa era, conosciuta come la Prima Età, era caratterizzata dalla presenza della verità e della rettitudine, dove i principi di Asha erano rispettati e le forze del bene regnavano sovrane. I primi esseri umani, Mashya e Mashyoi, incarnavano l'ideale dell'umanità, creati a immagine di Ahura Mazda e dotati della capacità di scelta morale. Le loro vite erano intrecciate con il divino, poiché venivano istruiti sulle leggi di Asha e sull'importanza di vivere in conformità a questi principi.

La Prima Età serve come un'allegoria per il potenziale dell'umanità di allinearsi con la volontà divina, illustrando la convinzione che l'esistenza sia intrisa di scopo e significato morale. La purezza di quest'era riflette la comprensione zoroastriana che la vita è un campo di battaglia per le scelte etiche, dove ogni individuo ha il potere di contribuire all'ordine cosmico. Gli insegnamenti di Zarathustra, emergenti durante questo periodo, enfatizzavano che le scelte dell'umanità non sono semplicemente personali, ma risuonano attraverso il tessuto stesso della creazione, influenzando l'equilibrio tra bene e male.

Durante questa età, l'umanità esisteva in uno stato di purezza, libera dalla corruzione che sarebbe emersa in seguito. I Quattro Elementi—terra, acqua, fuoco e aria—erano venerati come creazioni sacre, ciascuno rappresentante diversi aspetti della vita e dell'esistenza. Nella tradizione zoroastriana, questi elementi non erano semplicemente sostanze fisiche, ma venivano visti come manifestazioni della volontà divina, fornendo sostentamento e armonia al mondo. L'interconnessione di questi elementi simboleggia la visione olistica dell'esistenza, dove ogni aspetto della vita è interdipendente e riflette l'ordine divino stabilito da Ahura Mazda. L'ambiente naturale prosperava, e l'equilibrio tra luce e oscurità era mantenuto attraverso l'adesione ad Asha, il principio di verità e ordine.

I rituali e le pratiche stabiliti durante la Prima Età erano profondamente radicati in questa comprensione della sacralità della creazione. Questi rituali servivano come promemoria della lotta continua contro il caos e dell'importanza della comunità nel mantenere l'armonia. Il fuoco sacro, ad esempio, simboleggiava la purezza e la presenza di Ahura Mazda, e la sua preservazione era vista come essenziale per il benessere spirituale della comunità. Tali pratiche rafforzavano la convinzione che il divino fosse sempre presente nella vita dei fedeli, guidandoli verso la rettitudine.

Gli insegnamenti di Zarathustra emersero durante questo periodo, rafforzando l'importanza delle scelte morali e del concetto di libero arbitrio. Egli predicava che l'umanità avesse il potere di scegliere tra bene e male, e che ogni pensiero, parola e azione avesse peso nella lotta cosmica. I suoi seguaci erano incoraggiati a coltivare virtù che si allineassero con Asha, promuovendo una vita di rettitudine che avrebbe contribuito all'ordine cosmico stabilito da Ahura Mazda. Questa enfasi sulla vita etica ispirò un forte impegno all'interno della comunità, mentre cercavano di incarnare i principi del loro creatore divino. In alcune versioni del mito, Zarathustra è descritto non solo come un profeta, ma come una figura cosmica i cui insegnamenti sono integrali al tessuto stesso dell'esistenza, colmando il divario tra il divino e il mortale.

Con il progredire della Prima Età, le sfide poste da Angra Mainyu iniziarono a manifestarsi sottilmente nella vita dell'umanità. Sebbene il mondo fosse ancora in gran parte governato da Asha, lo Spirito Distruttivo cercava di seminare discordia e confusione, tentando gli individui a deviare dal cammino della rettitudine. Questa influenza insidiosa introdusse il concetto di hybris, poiché alcuni iniziarono a mettere in discussione gli insegnamenti di Zarathustra e l'ordine divino. I semi del dubbio furono piantati, minacciando la purezza della Prima Età. Questo riflette un modello mitologico più ampio trovato in varie tradizioni, dove l'emergere del caos segue spesso l'instaurazione dell'ordine, servendo come una prova di fede e impegno verso i principi divini.

Gli Amshaspands, consapevoli della crescente presenza di Angra Mainyu, lavorarono instancabilmente per sostenere i principi di Asha e proteggere l'umanità dall'oscurità incombente. Trasmettevano saggezza e guida al popolo, enfatizzando l'importanza della comunità e della responsabilità collettiva nel mantenere l'equilibrio cosmico. Questo aspetto comunitario è essenziale nella credenza zoroastriana, poiché evidenzia l'interconnessione di tutti gli esseri nella lotta contro il caos. Gli insegnamenti di Zarathustra servivano come un faro di speranza, ricordando all'umanità le proprie origini divine e il significato delle proprie scelte.

La Prima Età fu segnata da una coesistenza armoniosa tra l'umanità e il divino, poiché gli insegnamenti di Asha permeavano tutti gli aspetti della vita. Tuttavia, la minaccia persistente di Angra Mainyu si profilava sempre più grande, preannunciando le sfide che sarebbero seguite. In altre tradizioni, narrazioni simili descrivono l'invasione graduale del caos dopo un periodo iniziale di ordine divino, illustrando un tema universale della lotta tra luce e oscurità.

Con la chiusura della Prima Età, il mondo si trovava a un bivio, dove le scelte fatte dall'umanità avrebbero avuto conseguenze durature per il futuro. L'equilibrio tra bene e male era sempre più precario, e gli insegnamenti di Zarathustra sarebbero presto stati messi alla prova. L'imminente arrivo di Angra Mainyu avrebbe annunciato una grande interruzione, costringendo l'umanità a confrontarsi con la realtà delle proprie scelte e le conseguenze che ne sarebbero derivate. Così, il palcoscenico era pronto per il dramma in svolgimento della battaglia cosmica, dove le forze della luce e dell'oscurità si sarebbero scontrate in una lotta per l'anima della creazione. Questa narrazione non solo serve come fondamento per la credenza zoroastriana, ma riecheggia anche attraverso varie mitologie, enfatizzando il conflitto eterno tra ordine e caos, e l'imperativo morale posto sull'umanità di scegliere saggiamente di fronte all'avversità.