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5 min readChapter 1Middle East

Prima del Mondo

Nell'immensa distesa del vuoto, prima dell'alba della creazione, esisteva l'entità primordiale conosciuta come Ahura Mazda, il Signore Saggio, che si ergeva come l'incarnazione della luce e della verità. Questa entità era contrapposta ad Angra Mainyu, lo Spirito Distruttivo, che rappresentava il caos, l'oscurità e la falsità. Insieme, abitavano un regno che non era né completamente esistente né del tutto vuoto, uno stato di potenzialità in cui le forze del bene e del male attendevano il loro momento per manifestarsi. In questo abisso senza fine, il cosmo giaceva avvolto nell'oscurità, una sostanza informe priva di ordine o vita, echeggiando con l'anticipazione silenziosa della creazione. La natura dualistica dell'esistenza fu stabilita in questo caos primordiale, dove Ahura Mazda e Angra Mainyu erano bloccati in una lotta eterna, ciascuno rappresentante le forze opposte che avrebbero plasmato il mondo a venire.

Il sistema di credenze zoroastriano postula che da questo vuoto emerse la prima scintilla di creazione, poiché Ahura Mazda, nella sua infinita saggezza, decise di dar vita a un mondo pieno di luce e bontà. Egli contemplò l'ordine cosmico e i principi di Asha, la verità divina e la rettitudine che avrebbero governato l'universo. Questo ordine cosmico era essenziale, poiché si sarebbe opposto all'oscurità crescente rappresentata da Angra Mainyu, la cui stessa essenza cercava di interrompere e distruggere l'armonia che Ahura Mazda intendeva stabilire. L'atto stesso di creazione simboleggia dunque il trionfo dell'ordine sul caos, un tema che risuona in molte mitologie, dove l'emergere del mondo da uno stato primordiale spesso segna la vittoria della vita e della struttura sulla morte e sul disordine.

Nel silenzio del vuoto, il concetto di dualismo si cristallizzò, mentre le forze di luce e oscurità cominciavano a prendere forma, preparandosi per il loro eventuale confronto. È in questo contesto che il regno spirituale cominciò a prendere forma, popolato da esseri divini noti come Amshaspands, che avrebbero servito come incarnazioni di vari aspetti della creazione e della moralità. Ogni Amshaspand era un riflesso della volontà di Ahura Mazda, creato per sostenere i principi di Asha e per contrastare il caos introdotto da Angra Mainyu. Questi esseri divini, tra cui Vohu Manah (Buon Pensiero), Asha Vahishta (Migliore Rettitudine) e Khshathra Vairya (Dominio Desiderabile), non erano semplicemente concetti astratti; erano parte integrante della comprensione zoroastriana dell'universo, fungendo da guide per l'umanità nella ricerca della rettitudine.

Mentre l'oscurità primordiale persisteva, il palcoscenico era pronto per il dramma della creazione. L'ordine cosmico, stabilito dall'intenzione di Ahura Mazda, creò un quadro all'interno del quale si sarebbe svolta la lotta continua tra bene e male. L'esistenza di Angra Mainyu non era semplicemente un'opposizione ad Ahura Mazda; era un contrappeso necessario che avrebbe sfidato l'ordine divino, testandone la resilienza e la forza. Questa relazione tra le due forze riflette un modello mitologico più ampio presente in varie culture, dove la presenza del caos è essenziale per la definizione e il riconoscimento dell'ordine. Senza la minaccia rappresentata da Angra Mainyu, le virtù di Ahura Mazda mancherebbero di contesto e significato.

All'interno di questo quadro dualistico, il regno spirituale era pervaso di scopo e significato, mentre le forze di luce si preparavano a confrontarsi con le forze di oscurità. Questa lotta cosmica non solo avrebbe definito la natura dell'esistenza, ma avrebbe anche servito da fondamento per le linee guida etiche e morali che avrebbero governato l'umanità. Gli insegnamenti di Zarathustra, il profeta dello zoroastrismo, sarebbero emersi da questa visione dualistica del mondo, enfatizzando l'importanza di scegliere buoni pensieri, parole e azioni di fronte al male. L'imperativo morale di allinearsi con i principi di Ahura Mazda è un riflesso della comprensione degli antichi credenti del loro ruolo nel cosmo. Si percepivano come partecipanti attivi nella continua battaglia tra luce e oscurità, incaricati di sostenere Asha nelle loro vite quotidiane.

Con il crescere della tensione tra Ahura Mazda e Angra Mainyu, il momento della creazione si avvicinava. Il vuoto, un tempo un'ampia distesa silenziosa di caos, stava per essere trasformato in un mondo vibrante pieno di vita, ordine e scopo. Questo imminente atto di creazione non solo avrebbe dato vita al regno materiale, ma avrebbe anche consolidato la lotta eterna tra luce e oscurità, plasmando il destino di tutti gli esseri all'interno del cosmo. Così, il palcoscenico era pronto per l'atto di creazione, dove le forze di Ahura Mazda avrebbero iniziato a manifestarsi nel mondo, spianando la strada all'emergere della vita e all'instaurazione dell'ordine cosmico.

In alcune versioni del mito, la creazione è descritta come una serie di emanazioni, dove Ahura Mazda crea prima il regno spirituale e poi il mondo materiale, riflettendo una gerarchia di esistenza che prioritizza il spirituale rispetto al fisico. Altre tradizioni descrivono l'atto di creazione come uno sforzo collaborativo che coinvolge gli Amshaspands, enfatizzando l'aspetto comunitario dell'azione divina. Questa diversità all'interno della tradizione zoroastriana evidenzia la ricchezza della sua cosmologia, dove molteplici interpretazioni coesistono, arricchendo la comprensione della creazione e della continua lotta tra bene e male.

In definitiva, la narrativa zoroastriana racchiude una profonda comprensione dell'esistenza, dove l'interazione tra luce e oscurità serve da metafora per le scelte morali affrontate dagli individui. Gli insegnamenti derivati da questo quadro mitologico continuano a risuonare con i seguaci, offrendo una lente attraverso cui osservare le complessità della vita e l'importanza di sforzarsi per il bene in un mondo dove il caos rimane una minaccia sempre presente.