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5 min readChapter 1Europe

Natura e Origini

Secondo la tradizione slava, Veles emerge come una divinità profonda e multifaccettata, incarnando l'essenza della terra e le profondità dell'oltretomba. Spesso associato al bestiame e al commercio, è rappresentato come un dio ctonio che presiede al regno dei morti, riflettendo una natura duale che intreccia vita e morte. Le origini di Veles sono avvolte nelle nebbie della credenza slava antica, dove è spesso descritto come il figlio della dea primordiale Mokosh, che rappresenta la fertilità della terra. Questa discendenza sottolinea il suo legame con il mondo naturale, rafforzando il suo ruolo di protettore del bestiame e simbolo di ricchezza.

Nell'ampia espansione della cosmologia slava, Veles è spesso rappresentato come una figura formidabile che attraversa sia il regno terrestre che l'oltretomba ombroso. In quanto custode delle anime, ha il compito di guidare i defunti verso il loro ultimo riposo, navigando i sentieri tortuosi dell'aldilà. Il suo dominio comprende non solo l'oltretomba ma anche le terre ricche e fertili della terra, dove è venerato come il guardiano del bestiame. Il bestiame, nella cultura slava, non è semplicemente una risorsa; simboleggia prosperità e sostentamento, rendendo Veles una parte integrante della vita agraria. Questo legame con l'agricoltura e il bestiame sottolinea una credenza più ampia nella natura ciclica dell'esistenza, dove vita e morte sono viste come parte di un processo continuo che sostiene la comunità.

Veles è frequentemente rappresentato nei miti come un serpente o un drago, una manifestazione della sua energia caotica ma vitale. Questa forma serpentina serve a ricordare il suo legame con le profondità nascoste della terra, dove dimora tra gli spiriti. In alcuni racconti, è descritto come un uomo con la capacità di trasformarsi in una bestia, illustrando ulteriormente la sua natura duale e il suo ruolo come ponte tra i vivi e i morti. La sua identità complessa riflette la comprensione slava della natura come una forza dinamica, capace di nutrire la vita ma anche di portare distruzione. Questa credenza nella trasformazione e nella fluidità delle forme è un tema comune in molte mitologie, dove le divinità incarnano sia creazione che caos, riflettendo la natura imprevedibile del mondo.

In quanto divinità dell'oltretomba, Veles è spesso invocato in rituali legati alla morte e all'aldilà. La sua presenza è percepita nei cambiamenti delle stagioni, in particolare in autunno, quando la terra si prepara per il letargo invernale. Questo ciclo di morte e rinascita è centrale nella natura di Veles, simboleggiando il legame eterno tra la terra e l'oltretomba. Gli Slavi credevano che l'influenza di Veles fosse particolarmente potente durante i mesi invernali, quando il velo tra i mondi si assottigliava, permettendo la comunicazione con gli spiriti dei defunti. Questo aspetto stagionale del carattere di Veles evidenzia la comprensione culturale del tempo come ciclico, dove la morte non è una fine ma un precursore necessario del rinnovamento.

I miti che circondano Veles evidenziano spesso il suo ruolo di trickster, sfidando l'ordine stabilito e impegnandosi in battaglie cosmiche che riflettono la lotta tra caos e armonia. Questo aspetto del suo carattere è particolarmente evidente nei racconti che narrano la sua rivalità con Perun, il dio del tuono e dell'ordine. I loro conflitti simboleggiano la tensione continua tra le forze della natura, illustrando come l'energia caotica di Veles interrompa spesso l'equilibrio stabilito da Perun. In alcune versioni del mito, Veles è ritratto mentre ruba il bestiame di Perun, un atto che non solo segna il suo legame con il bestiame ma rappresenta anche una sfida più profonda all'autorità e allo status quo. Questo motivo di furto e rivalità serve a spiegare la natura imprevedibile della vita, dove ordine e caos devono coesistere e interagire affinché il mondo funzioni.

In queste narrazioni, Veles non è semplicemente una figura di caos ma anche una forza necessaria all'interno dell'ordine cosmico. La sua capacità di attraversare i confini tra vita e morte gli consente di mantenere una prospettiva unica sull'interconnessione di tutte le cose. Questa comprensione si riflette nei rituali e nelle credenze che lo circondano, poiché gli Slavi cercavano di onorare sia la terra che l'oltretomba nelle loro pratiche. La natura di Veles come divinità della dualità sottolinea la complessa relazione tra vita e morte, posizionandolo come una figura vitale nel pantheon slavo. Altre tradizioni descrivono Veles come un dio della magia, ulteriormente potenziando il suo ruolo di mediatore tra il visibile e l'invisibile, il conosciuto e l'ignoto.

Man mano che il capitolo sulle origini di Veles volge al termine, diventa evidente che la sua identità multifaccettata è fondamentale per la comprensione della mitologia slava. Il suo potere e la sua influenza si estendono oltre i regni del bestiame e del commercio, toccando l'essenza stessa della vita e della morte. I capitoli successivi approfondiranno i domini specifici su cui Veles regna, esplorando come le sue attribuzioni si manifestano nei mondi naturale e spirituale. Attraverso la lente di Veles, i credenti antichi articolavano la loro comprensione dell'esistenza, tessendo una narrazione che rifletteva la loro riverenza per la natura ciclica della vita, l'inevitabilità della morte e i profondi misteri che si celano oltre.