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5 min readChapter 3Americas

Discesa o Attraversamento

Il viaggio verso Mictlan inizia con il momento della morte, segnando la transizione dal mondo dei vivi al regno dei morti. Si crede che le anime lascino i loro corpi terreni e intraprendano un cammino che le conduce attraverso una serie di prove e sfide. Questo viaggio non è semplicemente un passaggio, ma una profonda esplorazione dell'esistenza, che riflette la comprensione azteca della vita, della morte e dell'interconnessione di entrambi i regni.

Il primo ostacolo significativo incontrato è il Fiume dei Morti, una barriera formidabile che separa i due regni. Questo fiume non è semplicemente una manifestazione fisica, ma una rappresentazione metaforica della profonda separazione dalla vita e dell'ingresso nell'aldilà. Il Fiume dei Morti simboleggia la finalità dell'esistenza, una soglia che tutte le anime devono attraversare, sottolineando l'inevitabilità della morte e l'importanza di onorarla.

L'attraversamento di questo fiume è spesso facilitato da Xolotl, la divinità canina che guida le anime nel loro pericoloso viaggio. In alcune tradizioni, Xolotl è descritto come una figura mostruosa, incarnando la paura e l'incertezza associate alla morte. Altre varianti lo descrivono come un compagno leale, rafforzando la convinzione che anche nella morte, non si è mai soli. I defunti devono spesso pagare un pedaggio per il loro passaggio, sottolineando l'idea che il viaggio verso Mictlan richiede tributo e rispetto per le forze che governano l'aldilà. Questo pedaggio può assumere la forma di offerte fatte dai vivi, come cibo, fiori e altri oggetti che onorano i morti e li assistono nel loro viaggio. Questa pratica illustra la credenza culturale nella reciprocità tra i vivi e i morti, dove le azioni dei vivi influenzano direttamente le esperienze di coloro che sono passati.

Una volta che le anime hanno attraversato il Fiume dei Morti, devono navigare attraverso i nove strati di Mictlan, ognuno dei quali presenta le proprie sfide uniche. Il primo strato, Chiconahuapan, funge da area di attesa per le anime, dove rimangono per quattro anni prima di procedere oltre. Questo periodo consente loro di riflettere sulle loro vite e prepararsi per le prove che li attendono. In questo strato, le anime incontrano vari spiriti ed entità che fungono da guide, aiutandole ad acclimatarsi alla loro nuova realtà. L'attesa di quattro anni può essere vista come un periodo simbolico di purificazione, in cui le anime affrontano i loro attaccamenti terreni e si preparano per le sfide più profonde che li attendono.

Man mano che le anime si addentrano in Mictlan, incontrano il secondo strato, Tlalocan, caratterizzato da acqua e vegetazione. Qui, le anime possono trovare ristoro, ma devono anche affrontare prove che mettono alla prova la loro determinazione. La natura di queste prove riflette spesso le circostanze delle loro morti; coloro che sono morti in battaglia possono trovarsi ad affrontare guerrieri, mentre coloro che sono ceduti a malattie possono confrontarsi con le proprie vulnerabilità. Questo strato serve a ricordare che le azioni terrene di una persona determinano la natura della sua esperienza nell'aldilà, rafforzando la convinzione che la condotta morale nella vita abbia significative implicazioni per il viaggio dopo la morte.

Il viaggio attraverso Mictlan non è un'impresa solitaria; le anime sono spesso accompagnate dai loro fedeli compagni canini, che fungono da guide e protettori. Il Xoloitzcuintli, una razza venerata dagli Aztechi, è ritenuto assistere le anime nella navigazione dei paesaggi insidiosi dell'aldilà. Questi cani sono visti come esseri sacri che possiedono la capacità di vedere oltre il regno fisico, aiutando le anime a trovare la loro strada attraverso l'oscurità. La presenza di questi animali evidenzia il significato culturale della compagnia e della lealtà, anche nella morte, riflettendo la convinzione che i legami formati in vita continuino a influenzare l'aldilà.

Man mano che le anime continuano la loro discesa, raggiungono gli strati più profondi di Mictlan, dove le sfide diventano sempre più impegnative. Le prove affrontate in questi strati spesso comportano incontri con vari spiriti ed entità che mettono alla prova la dignità delle anime. Il quarto strato, ad esempio, è abitato da bestie e spiriti temibili che sfidano le anime a confrontarsi con le loro azioni passate e le conseguenze delle loro scelte. Questo aspetto del viaggio si allinea con modelli mitologici più ampi presenti in varie culture, dove l'aldilà funge da regno di giudizio e resa dei conti, costringendo le anime a confrontarsi con le loro azioni prima di andare avanti.

Il viaggio verso Mictlan, sebbene arduo, serve a uno scopo duplice: è sia un passaggio che un'esperienza trasformativa. Man mano che le anime navigano le complessità dell'aldilà, hanno l'opportunità di riflettere sulle loro vite, affrontare le loro paure e, infine, prepararsi per il giudizio che le attende. Questo viaggio sottolinea la convinzione che la morte non sia una fine, ma una continuazione dell'esistenza, dove l'anima deve riconciliare il suo passato prima di andare avanti. Le prove affrontate in Mictlan non sono punitive, ma servono piuttosto come un mezzo di purificazione e crescita, permettendo alle anime di evolversi e acquisire saggezza attraverso le loro esperienze.

Man mano che le anime si avvicinano agli strati finali di Mictlan, vengono ricordate dell'importanza delle loro vite terrene e dell'eredità che lasciano dietro di sé. Le prove che hanno affrontato e le guide che le hanno accompagnate servono da promemoria dell'interconnessione tra vita e morte. Questo viaggio culmina in una rivelazione trasformativa, dove le anime emergono con una comprensione più profonda della loro esistenza, preparando il terreno per il prossimo capitolo nel loro viaggio eterno. In questo modo, il mito di Mictlan racchiude la visione del mondo azteca, dove vita, morte e aldilà sono intrecciati in modo intricato, ciascuno influenzando l'altro in un ciclo continuo di esistenza.