The Mythology ArchiveThe Mythology Archive
Gli Dei BalticiAtto di Creazione
Sign in to save
6 min readChapter 2Europe

Atto di Creazione

Nella tradizione degli dei baltici, l'atto di creazione ebbe inizio con Dievas, la divinità suprema associata al cielo e alla luce. Secondo i miti, Dievas guardò il caos primordiale, una vasta distesa di acque informe e oscurità vorticosa, e immaginò un mondo pieno di vita, ordine e bellezza. Questa visione non era semplicemente un impulso artistico; rappresentava il desiderio di armonia e struttura in un universo inizialmente privo di entrambi. Con un pensiero potente, convocò gli elementi che avrebbero formato le fondamenta della terra. In questo momento di ispirazione divina, l'aria brillava con l'energia del potenziale, e il cosmo cominciò a rispondere alla volontà di Dievas, riflettendo la credenza che il pensiero e l'intenzione possano plasmare la realtà.

Dievas, incarnando l'essenza della luce e della chiarezza, chiamò in aiuto Perkūnas, il dio del tuono e delle tempeste, per assisterlo nell'atto di creazione. Perkūnas, venerato per la sua forza e autorità, discese dai cieli brandendo il suo potente martello, uno strumento che simboleggiava non solo il potere fisico ma anche la forza trasformativa della natura. Insieme, Dievas e Perkūnas lavorarono in concerto, plasmando la terra dalle acque informe che un tempo dominavano il paesaggio. I colpi tonanti del martello di Perkūnas generarono montagne, mentre il tocco gentile di Dievas infuse la terra di vita. Questa collaborazione tra le due divinità illustra una credenza fondamentale nell'interconnessione delle forze della natura, dove forza e dolcezza lavorano insieme per creare e sostenere la vita.

Mentre forgiano la terra, il sole e la luna emersero dalle profondità del caos, illuminando la nuova terra formata. Il sole, un orbe radioso, divenne una fonte di calore e vitalità, mentre la luna, riflettendo la luce del sole, governava i cicli della notte. Questo interplay tra sole e luna non solo rappresentava l'equilibrio tra giorno e notte, ma serviva anche come metafora della natura ciclica dell'esistenza, un concetto profondamente radicato nella spiritualità baltica. Il sole era spesso associato all'energia vitale, mentre la luna simboleggiava i misteri della notte e del subconscio, entrambi elementi essenziali nella comprensione del tempo e delle stagioni.

Nel processo di creazione, Dievas soffiò anche vita nei fiumi e nei mari, riempiendoli con l'essenza degli dei. Le acque, un tempo caotiche e informe, divennero una fonte di nutrimento e sostentamento per tutti gli esseri viventi. Questo atto di infondere le acque con essenza divina riflette la credenza che tutti gli elementi della natura siano vivi e interconnessi, ognuno possedendo il proprio spirito. Il respiro di Dievas si mescolò con gli elementi, creando una sinfonia armoniosa della natura che risuonava in tutto il mondo appena formato. I fiumi e i mari non erano semplicemente entità fisiche; erano visti come arterie vitali della vita, portando l'essenza del divino e sostenendo sia la flora che la fauna.

Mentre la terra prendeva forma, Dievas e Perkūnas rivolsero la loro attenzione alla creazione degli esseri umani. Secondo i miti, Dievas plasmò i primi esseri umani dall'argilla, infondendo loro una scintilla di essenza divina. Questi primi umani erano progettati per abitare la terra, coltivare il suolo e vivere in armonia con la natura. Fu dato loro il dono del libero arbitrio, permettendo loro di scegliere i propri percorsi e forgiare i propri destini. Questa nozione di libero arbitrio è significativa nella mitologia baltica, poiché sottolinea la credenza che gli esseri umani non siano semplicemente recettori passivi della volontà divina, ma partecipanti attivi nella continua creazione e manutenzione del mondo.

In alcune varianti del mito, i primi umani furono chiamati Aušrinė e Laima, rappresentando rispettivamente l'alba e il destino. Essi incarnavano la connessione tra i regni divini e mortali, fungendo da ponte tra gli dei e l'umanità. Aušrinė, come l'alba, simboleggiava nuovi inizi e il potenziale di crescita, mentre Laima, come destino, rappresentava l'inevitabilità del destino e i cicli della vita. Mentre i primi umani infondevano vita nelle loro forme, divennero i custodi della terra, responsabili del mantenimento dell'equilibrio che Dievas aveva stabilito. Questa dualità di ruoli riflette un tema mitologico più ampio in cui gli esseri umani sono visti sia come creatori che come custodi, enfatizzando il loro ruolo integrale nell'ordine cosmico.

Con la creazione degli elementi, della terra e dell'umanità, il palcoscenico era pronto per un mondo ricco di diversità e complessità. Le foreste prosperavano con gli spiriti della natura, guardiani della terra che vegliavano sulla flora e sulla fauna. Questi spiriti, noti come laumės, si credeva abitassero boschetti sacri, garantendo la salute e la vitalità del mondo naturale. La presenza di questi spiriti sottolineava ulteriormente l'interconnessione di tutti gli esseri viventi, poiché lavoravano insieme agli dei per mantenere l'equilibrio della natura. Questa credenza negli spiriti della natura riflette una comprensione culturale che il mondo naturale è impregnato di significato spirituale, dove ogni albero, fiume e montagna è una manifestazione della presenza divina.

Così, l'atto di creazione nella tradizione baltica non fu semplicemente un evento singolare, ma uno sforzo collaborativo tra esseri divini. Dievas e Perkūnas, insieme agli altri dei e spiriti, plasmarono un mondo che rifletteva i loro ideali e aspirazioni. Questa intricatissima relazione tra il divino e il mondo naturale continuerebbe a influenzare le credenze e le pratiche del popolo, stabilendo una base per le generazioni future per onorare gli dei e la terra. Il mito della creazione serve da promemoria delle responsabilità conferite all'umanità di prendersi cura del mondo e mantenere l'armonia stabilita dagli dei.

Mentre il mondo appena creato fioriva, il capitolo successivo in questo mito in evoluzione esplorerà l'era degli dei e dei primi umani, approfondendo i modi in cui l'ordine divino fu stabilito e gli eroi culturali che emergerebbero da questa relazione sacra. Questa narrazione illustrerà come l'atto fondamentale di creazione abbia preparato il terreno per il continuo interplay tra il divino e il mortale, un tema che risuona in tutta la mitologia baltica e continua a informare l'identità culturale del suo popolo.